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Associazione Italiana Tecnici di Funzionalità Respiratoria

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Stato dell’Arte

  • 2010-07-28 20:12:01 E' online il nuovo numero dell'Alveolo
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  • 2010-07-20 15:04:24 Aggiornata la pagina "Corsi di formazione"
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  • 2010-06-08 18:52:10 Aggiornata la pagina del direttivo
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  • 2010-06-08 18:51:52 E' online il verbale dell'assemblea AITFR
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Una delle principali attività del tecnico di funzionalità respiratoria è indubbiamente la spirometria. Essendo basato sull’esecuzione di manovre respiratorie, a differenza di altre tipologie di esami, questo test è l’unico il cui risultato è completamente dipendente dalla collaborazione del soggetto esaminando. Risulta perciò fondamentale l’operato del tecnico che deve essere in grado di ottenere la miglior performance dal soggetto in esame e valutare la corretta esecuzione delle manovre respiratorie. Un’altra attitudine del tecnico FR è quella legata alla conoscenza e alla gestione delle apparecchiature diagnostiche (calibrazione, manutenzione, disinfezione) Infine una terza competenza è relativa alla valutazione dell’esecuzione corretta dell’esame e all’attendibilità del risultato finale, perché prescindendo da tali componenti, non si ottiene un dato interpretabile. Non esiste altro test clinico che sia così altamente dipendente dalla abilità dell’operatore a valutarne contemporaneamente i vari fattori influenzanti la sua affidabilità, qui brevemente elencati in ordine crescente di importanza. L’operatore ideale di prove di FPR deve possedere:

  • La consapevolezza delle finalità dei vari test eseguibili.
  • La conoscenza tecnica della strumentazione utilizzata, i suoi limiti, la precisione e la necessaria manualità.
  • La capacità di instaurare un rapporto di fattiva collaborazione con il soggetto che si sottopone all’esame.
  • La capacità di decidere al momento, valutando la manovra del soggetto con il tracciato risultante, se la prestazione eseguita sarà soddisfacente per chi dovrà interpretarla.

L’ultimo censimento effettuato nel 1999 da AIPO in collaborazione con AITFR ha stimato che fossero operativi in Italia circa 800 laboratori di funzionalità respiratoria dove a vario titolo operavano almeno 4000 persone. Qual è la qualifica di queste persone? La più disparata. Si va dagli infermieri professionali, che sono i più rappresentati, ai tecnici di laboratorio sanitario, alle figure amministrative, agli ausiliari, agli infermieri generici, ai periti industriali, ai medici. Tutte queste persone sono state formate affiancandole a colleghi più (?) esperti per un periodo di varia entità. Con il risultato più che evidente di una certa differenza di formazione da laboratorio a laboratorio.. La figura professionale di Tecnico di Funzionalità respiratoria non è riconosciuta giuridicamente, non esiste iter formativo per questo personale non esiste regolamentazione del settore. Non è attualmente definito:

  • cosa sia un laboratorio di fisiopatologia respiratoria
  • quale sia la minima dotazione strumentale
  • che formazione debba avere il personale che gestisce l’esecuzione dei test, la manutenzione, la calibrazione e i controlli di qualità del sistema

Questo ha generato una serie di problemi:

  1. recentemente sono andate affermandosi le linee guida GOLD per la BPCO, che costituisce in Italia la quarta causa di morte per uomini al di sopra dei 65 anni di età e la sesta per le donne, ebbene: l’entità di questa patologia viene valutata in base ai risultati spirometrici. La spirometria è quindi considerata il GOLD standard per la diagnosi di BPCO. Ma, in Italia, non sono stati standardizzati i criteri di esecuzione di tale test, chi li deve eseguire e dove e con quali apparecchiature vanno eseguiti
  2. Il programma “Educazione Continua in Medicina”, introdotto negli ultimi anni dal Ministero della Sanità” prevede che siano attribuiti crediti formativi agli operatori sanitari dei vari settori secondo la partecipazione a Corsi di formazione e/o di aggiornamento. Ovviamente non esistono crediti ECM per una figura professionale inesistente e tanto meno corsi dedicati.
  3. Si è persa lentamente nel personale la cultura tecnica, la capacità di porsi in modo critico nei confronti dell’apparecchiatura e dei dati forniti. Ormai si tende a non avere più alcun dubbio né sui dati forniti dagli apparecchi e tantomeno sui processi che li determinano. E questo fatto è tanto dannoso per noi quanto lo è per il Pneumologo che per i produttori di apparecchi. In sintesi: è un problema di Qualità.

Da tutto questo, emerge quindi l’esigenza, ormai non più procrastinabile, di un percorso formativo e l’importanza di creare il profilo professionale di Tecnico di Funzionalità Respiratoria. Il Ministero della Salute afferma che:”…il ruolo dello Stato in materia di sanità si è via via trasformato da una funzione preminente di organizzatore e gestore di servizi a quella di garante dell’equità nell’attuazione del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Questo contrasta però con il fatto che all’Utente che si reca presso qualsiasi struttura pubblica o privata per eseguire test di funzionalità respiratoria non è garantito che il personale sia stato addestrato in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e che la prestazione ottenuta in quel laboratorio sia analoga qualitativamente e quantitativamente a quella di un altro laboratorio. Sono professioni sanitarie quelle che la Legislazione italiana riconosce e che, in forza di un titolo abilitante, svolgono attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Quella del Tecnico di FPR non rientra attualmente nell’elenco delle figure professionali riconosciute dal SSN. In moltissimi stati dell’Unione Europea è ufficialmente riconosciuta la figura del tecnico di funzionalità respiratoria. In alcuni casi, come ad esempio in Olanda, lo stato certifica (con revisione ogni 6 anni) il percorso formativo universitario che dura tre anni. Nel Regno Unito già nel 1994 le linee guida per l’esecuzione della spirometria sono state redatte in stretta collaborazione e su stimolo della associazione dei tecnici di funzionalità respiratoria inglesi. Anche l’European Respiratory Society considera molto importante uniformare la preparazione dei tecnici di funzionalità respiratoria in tutto il territorio europeo e tale scopo organizza corsi di formazione per chi opera in nazioni dove non è previsto un percorso formativo ufficialmente riconosciuto. Il ventaglio delle attività del tecnico F.R. a livello europeo è molto ampio e prevede: test di funzionalità respiratoria (spirometria, meccanica respiratoria, studio degli scambi gassosi), test da sforzo cardio respiratorio, studio dei disturbi respiratori durante il sonno e impostazione delle procedure terapeutiche relative, gestione tecnica della ventilazione meccanica non invasiva. La nostra Associazione fondata nel 1995 si pone tra gli altri lo scopo di ottenere il riconoscimento del profilo professionale di Tecnico di Funzionalità respiratoria. Dal 1995 ad oggi, il Parlamento ha prodotto non meno di 7/8 disegni di Legge riguardanti il riordino delle professioni sanitarie non mediche. In quasi tutti questi progetti, è sempre stato contemplato il profilo di tecnico di funzionalità respiratoria. Purtroppo però, nessuno di questi disegni di legge si è trasformato in legge dello Stato. Sono anni ormai, che l’AITFR collabora con AIPO e UIP nella preparazione dei corsi per TFR e alla Giornata Nazionale del Respiro. Dal 2007 l’AITFR ha aderito ai programmi della Federazione Italiana contro le Malattie Polmonari Sociali e la Tubercolosi (FIMPST) che ricopre a tutti gli effetti il ruolo di federazione del Movimento Pneumologico Italiano. Gli obiettivi che ci siamo posti sono:

  • Formazione: istituzione del corso triennale.
  • Riconoscimento giuridico del profilo professionale.
  • Accreditamento dei Laboratori

In ultima analisi: per garantire misure accurate e affidabili, devono essere rispettate le linee guida sugli aspetti riguardanti:

  • i requisiti del sistema di misura
  • l’esecuzione della manovra
  • gli algoritmi di calcolo
  • le calibrazioni e i controlli di qualità

…il fatto che due di questi punti siano completamente dipendenti dall’azione del Tecnico, implicitamente attestano l’importanza del suo ruolo e della sua formazione…